Angelo Galantini

MOSTRA | Fotografia nei Francobolli

Angelo Galantini (1951)

Angelo Galantini è uno pseudonimo dietro il quale si cela un frequentatore della fotografia che ringraziamo per averci permesso di utilizzare parte delle sue preziose raccolte casuali (mai collezioni): oggi e qui, come in occasioni precedenti di questo stesso programma indirizzato alla Coscienza dell’Uomo.

Se va rilevato, oltre che rivelato, è uno dei suoi pseudonimi (insieme con Antonio Bordoni, mFranti e altri ancora). Da cui, una domanda sorge spontanea: perché celarsi dietro una identificazione di fantasia, priva di Tessera Sanitaria, Codice Fiscale e altre possibili ufficialità? Forse, per timidezza (è una lettura plausibile); probabilmente, per insicurezza (aspettiamo sentenze autorevoli e accreditate); certamente, per senso delle proporzioni (non senso della misura, orrenda condizione nella quale di certo non cade il protagonista della vicenda. Comunque, agisce e opera in un sogno, estraneo a qualsivoglia altra intenzione.

E qui, e ora, si impone una considerazione; probabilmente, una riflessione. In un’epoca, come è la nostra attuale, durante la quale si impone una unità di misura sconcertante (se stesso, invece di qualsivoglia riferimento oggettivo… tipo il metro), Angelo Galantini, in forma di alias, richiama una educazione individuale (galateo), che in Fotografia -territorio/disciplina/espressione che gli sta particolarmente a cuore (ma sarà poi vero?)- lo porta a confrontarsi sempre e comunque con la materia, attraverso gli altri. Così agendo, Angelo Galantini (Antonio Bordoni, mFranti o Xxxx) non si limita alla propria visione (in qualsiasi modo ciascuno frequenti la fotografia)… non si eleva a parametro unico e inviolabile di pensiero.

Come spesso accade, il resto è solo mancia.

inaugurazione

22 novembre ore 18:30

Periodo

dal 22 novembre al 7 dicembre

Orari apertura mostra

9:30-13:00 / 16:30-19:30

Luogo

Spazio Galleria Cine Sud - via Passarelli 29-31- Matera

Fotografia nei Francobolli

a cura di Angelo Galantini

Per la presenza della Fotografia nei Francobolli, va segnalato un incipit convinto, consapevole e vigoroso: nei proponimenti che si proiettano sulla ricerca (qui in estratto), che la anticipano, che la chiariscono addirittura. Da e con Beppe Viola [giornalista insigne, prematuramente mancato nel 1982, a quarantatré anni; comunque, tra tanto altro, è lui l’inventore dell’allocuzione Quelli che]: «Il significato delle cartoline è plurimo, ma soprattutto postale, nel senso che basta scrivere una cartolina per sapere chi l’ha mandata» (in estratto/citazione da Cartoline, in Spazio Libero, del 1972).

Quindi, l’attuale selezione Fotografia nei francobolli è chiara ed esplicita: è esattamente quanto il titolo anticipa e propone e promette. Così, si tratta di un percorso, che si svolge attorno la materia dichiarata: per l’appunto, la presenza della Fotografia in filatelia.

Qui, e a questo proposito, si impone una precisazione d’obbligo: in un contesto nel quale non esiste alcuna classificazione preliminare (mentre si sa molto, per esempio, della fauna, delle automobili, della flora, dell’arte e di tanto altro in filatelia), per il curatore il concetto di Fotografia ruota a trecentosessanta gradi, dalla semplice (e banale) presenza/raffigurazione di apparecchi fotografici, per lo più stilizzati, a immagini epocali per coloro i quali frequentano la comunicazione visiva.

Al pari di molti altri accadimenti che illuminano le Esistenze di ciascuno di noi, la genesi di questa ricerca è curiosa. L’origine si può datare a un quindici agosto di qualche anno fa, quando, facendo ordine tra le sue innumerevoli Raccolte a tema (immancabilmente, fotografico), il curatore si è reso conto di aver riunito una sostanziosa quantità e qualità di francobolli riconducibili alla Fotografia. Da qui, da questo corpus già consistente, è partita una ulteriore ricerca in integrazione, con investigazioni mirate. Tanto che, ribadiamo, si può conteggiare la quantità di ben millesettecento venti soggetti classificati, molti dei quali inediti, nel senso di mai visti nei collegamenti e indirizzi proposti dai capitoli tematici che si susseguono uno agli altri.

Attenzione, però: la materia non è autoreferenziale, soprattutto non lo è per il mondo filatelico, che può trovare insufficienti i soggetti proposti e presentati, nessuno dei quali completo dei rituali richiami e riferimenti propri e caratteristici del collezionismo dei francobolli. Ancora: entro i confini (labili e amplificati) dell’argomento proposto, il racconto è ovviamente tutto riferito alla Storia della Fotografia, al suo linguaggio, alla sua evoluzione… e altro ancora. Da cui e per cui, non lasciatevi fuorviare dalla lievità di certi episodi. La lievità, la sottintesa impertinenza sono brillanti mezzi da abile saggista per alleviare la tensione di un argomento fin troppo serio, e trattato con la più assoluta consapevolezza del sapere.

E qui chiudiamo. Questo viaggio tra la Fotografia nei Francobolli vada anche inteso come tassello per l’edificazione di quel grande progetto sovrastante che eleva l’impegno in Fotografia, l’interesse in Fotografia, la passione della e per la Fotografia oltre limiti troppo spesso (pre)stabiliti. No! La Fotografia, come ogni altro intendimento creativo individuale, non sia mai arido punto di arrivo, ma sempre e soprattutto fantastico e privilegiato s-punto di partenza.

Del resto, ognuno sia consapevole di quello che veramente è e sa, altrimenti sarebbe poca cosa di fronte alla negligenza della Vita. Ognuno sia anche certo di voler condividere ciò che veramente è e sa… e capace di farlo.

Il resto, come spesso si annota, è mancia.