Antonio Bordoni

MOSTRA | Saluti da

Antonio Bordoni (1951)

Antonio Bordoni è uno pseudonimo dietro il quale si cela un frequentatore della Fotografia che ringraziamo per averci permesso di utilizzare parte delle sue preziose raccolte casuali (mai collezioni): oggi e qui, come in occasioni precedenti di questo stesso programma indirizzato alla Coscienza dell’Uomo.

Se va rilevato, oltre che rivelato, è uno dei suoi pseudonimi (insieme con Angelo Galantini, mFranti e altri ancora). Da cui, una domanda sorge spontanea: perché celarsi dietro una identificazione di fantasia, priva di Tessera Sanitaria, Codice Fiscale e altre possibili ufficialità? Forse, per timidezza (è una lettura plausibile); probabilmente, per insicurezza (aspettiamo sentenze autorevoli e accreditate); certamente, per senso delle proporzioni (non senso della misura, orrenda condizione nella quale di certo non cade il protagonista della vicenda). Comunque, agisce e opera in un sogno, estraneo a qualsivoglia altra intenzione.

E qui, e ora, si impone una considerazione; probabilmente, una riflessione. In un’epoca, come è la nostra attuale, durante la quale si impone una unità di misura sconcertante (se stesso, invece di qualsivoglia riferimento oggettivo… tipo il metro), Antonio Bordoni, in forma di alias, richiama una educazione individuale (galateo), che in Fotografia -territorio/disciplina/espressione che gli sta particolarmente a cuore (ma sarà poi vero?)- lo porta a confrontarsi sempre e comunque con la materia, attraverso gli altri. Così agendo, Antonio Bordoni (Angelo Galantini, mFranti o Xxxx) non si limita alla propria visione (in qualsiasi modo ciascuno frequenti la Fotografia)… non si eleva a parametro unico e inviolabile di pensiero.

Come spesso accade, il resto è solo mancia.

inaugurazione

4 ottobre ore 18:30

Periodo

dal 4 al 19 ottobre

Orari apertura mostra

9:30-12:30 / 16:30-19:30

Luogo

Galleria Cine Sud - via A. Passarelli 29/31 - 75100 Matera

Saluti da

a cura di Angelo Galantini)

Ancora una selezione consapevole e volontaria, oltre che mirata e viziata, dall’ampio contenitore ipotetico (e ipotizzato) della presenza della Fotografia in… Questa volta, si tratta di cartoline illustrate che, ognuna a proprio modo e intenzione, si completano con l’elemento principe della Fotografia, ovverosia l’apparecchio fotografico, via via finalizzato a sintesi seriose e/o interpretazioni curiose.

Il casellario qui composto, in rappresentanza di un insieme quantitativamente assai più nutrito, che supera abbondantemente i duecento esemplari (!), spazia sia nel Tempo, esordendo all’inizio del Novecento, sia nei propositi. Così agendo, si offre un insieme adeguatamente rappresentativo del fenomeno, se di questo poi si tratta, sottolineato da soggetti tanto eterogenei, per se stessi e per i propri tempi relativi, da essere indicativi e rivelatori del punto di vista affrontato e svolto.

Ma in che senso e misura, questi Saluti da trovano palcoscenico e ospitalità nell’ambito di Matera 2019. Coscienza dell’Uomo? Domanda più che lecita, che si aggiunge allo stesso interrogativo sollecitato da altre passerelle, allestite nei trimestri precedenti questo ultimo dell’anno, oltre che a temi in svolgimento coerente in questo stesso quarto trimestre. È presto detto, è presto rivelato: in base a quella interpretazione lieve della Fotografia, ma concentrata, che rivela quante tante osservazioni la stessa Fotografia sollecita nello svolgimento quotidiano della Vita. Ovvero, presenza della Fotografia nel Cinema (tra sceneggiature e scenografie, senza alcuna soluzione di continuità), nei Fumetti, in Filatelia, in Narrativa… e ancora oltre.

Insomma, la Fotografia attorno a noi, là dove e per quanto rappresenta considerazioni di sostanza, oppure accostamenti utilitaristici e finalizzati. Insomma, non si può ignorare come il Mondo osserva e percepisce la Fotografia, oltre i valori specifici che le vengono riconosciuti e attribuiti da coloro i quali (tutti noi, per esempio) la frequentano in maniera consapevole e con partecipazione.

Tra queste Cartoline, si incontrano autentiche volgarità gratuite (e tante altre ce ne sarebbero), evocazioni raffinate e richiami associati. L’invito è sempre lo stesso: osservare e pensare, oltre le proprie solo autoreferenzialità appaganti. Se la Fotografia non è un gesto d’amore, attraverso la propria molteplicità di intenzioni e svolgimenti (a ciascuno, i propri), non vale nulla. E non è certo questo -valere nulla- che ciascuno deve perseguire. Ma il suo esatto contrario.