Filippo Romano

MOSTRA | City Shuttle –  Matatu Nairobi

Filippo Romano Fotografo a Matera 2019Filippo Romano

Nasce nel 1968. Dopo la laurea all’ISIA di Urbino, studia all’International Center of Photography I.C.P. di New York città dove ha vissuto a lungo; attualmente risiede e lavora a Milano e come fotografo lavora in prevalenza come fotografo di architettura e di corporate.
Collabora da diversi anni con la casa editrice Skira nel settore dell’architettura e del racconto
aziendale in particolare ha collaborato ai volumi: Ignazio Gardella nell’architettura Italiana a cura dell’arch. Stefano Guidarini, La Pineta di Arenzano, La più amata dagli italiani Scavolini
1961-2011 in collaborazione con Gabriele Basilico,
Ha pubblicato su , Abitare, Domus, Io donna, Courrier International, Studio. Nel 2007 ha
pubblicato il libro Soleritown sull’opera dell’architetto Paolo Soleri e nel 2007 ha vinto il premio
Pesaresi/Contrasto con il progetto fotografico sullo sviluppo urbano ed economico delle città cinesi
OFF China.
Il suo lavoro è stato esposto alla Biennale di Architettura nel 2010 (statale 106) e nel 2014 con
un lavoro sull’architetto Caccia Dominioni commissionato dal curatore Arch. Cino Zucchi.
Dal 2010 è rappresentato dall’agenzia Luzphoto.
Dal 2011 lavora al progetto a lungo termineSlumEstate\Mathare Nairobi. sul ghetto di Mathare, a
Nairobi che è stato parte della mostraMADE IN SLUMS\ NAIROBI curata dal Prof. Fulvio Irace
alla Triennale di Milano.
Nel 2014 espone al padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia e al Canadian Center
for Architecture CCA un lavoro sull’architettura di Palladio e Jefferson.

Nel 2015 espone al Centro Studi Palladio nella mostra Palladio Jefferson
Insegna fotografia al master di Forma\Naba a Milano, al Master di fotografia dello IUAV di
Venezia.
E’stato il fotografo ufficiale della documentazione della costruzione del progetto architettonico
degli architetti svizzeri Herzog & De Meuron per la nuova sede della Fondazione Giangiacomo
Feltrinelli a Milano.

FILIPPO ROMANO

Born in 1968, he is a documentary and architecture photographer. He graduated at I.S.I.A. in  Urbino with Michele Provinciali. And specialized in photo documentary at the full time program at  the International Center of photography (I.C.P.) in New York. Romano’s work are mostly about cities, architectures and urban dwellers. He currently collaborates since 1998 with the architecture’s section of the art pubblisher Skira, to many   and his work have been featurated  in  Abitare magazine , Dwell magazine, Domus, Io Donna, Courrier International, Huffington Post, Newsweek .  In 2007  he is the winner of the grant Pesaresi\Contrasto with the project  OFF CHINA about the urban development of the chinese cities. He is the co author of Soleri Town a book about the utopian architecture of Paolo Soleri in 2009 he was selected in the exhibition the Joy at the Rome photo festival  with “Waterfront” a series from the project  about the city of Trieste.

In 2010 he was in Haiti for a photoreportage about the earthquake  e his project Route 106 about the ladscape devastation by the illegals buildings in Calabria region was exhibited in the Biennale of Architecture in Venice in 2010.

In 2011 he started his project about the ghetto of Mathare in Nairobi and he have been part of the exhibition “Sao Paulo Calling” in San Paulo art museum in 2012. His ongoing project about Nairobi was part of the exhibition MadeinSlum\Mathare Nairobi in the Triennale Museum in Milan in 2013. Palladio and Jefferson is a long therm research exhibited in Montreal, Canada, at the Canadian Center for Architecture C.C.A. He is a member of the agency luzphoto and currently he is a teacher at the Naba design school in Milan and in the master of photography at  the IUAV faculty in Venice.

inaugurazione

13 aprile - ore 11:00

Periodo

13 - 27 Aprile

Orari apertura mostra

9:00-13:00 / 16:30-20:00

Convegno

26 aprile ore 17:30

Luogo

Galleria Cine Sud - via A. Passarelli 29/31 - Matera

MATATU

 

Schiacciato tra i sedili di un minibus, bloccato nel traffico perennemente  immobile di Nairobi, dal 2011 ad oggi, ho fotografato Nairobi in molti modi tra i quali, per appassionato sfinimento, dal finestrino dei matatu i mezzi di trasporto più popolari nell’east africa.

Quasi sempre unico bianco a viaggiare con il gomito o il ginocchio del vicino addosso e la macchina all’altezza della pancia, un umile e doveroso omaggio alla bus serie di Robert Frank  con la densità vitale della capitale africana negli occhi e nelle emozioni, penso sempre che i progetti, quelli che si amano davvero, non finiscano mai se non per sfinimento e per mancanza di mezzi.

Fotograferò dai matatu finche tornerò a Nairobi, un gesto automatico e compulsivo nell’instabile e gentile diffidenza dei pendolari sfiniti che tornano nei ghetti a fine giornata e che con la coda dell’occhio sembrano dire con il pensiero, ma cosa diavolo fotografa questo muzungu(bianco) ?

MATATU

Crushed on the seats of a minibus, stock in the traffic eternally  blocked of Nairobi, that’s me since 2011, year when i started to photograph Nairobi in many different ways,  one of them , from the windows of the matatu, the most popular trasportation in east africa.

I was most of the time the only white person travelling on these buses, standing with the elbow or the Knee of my travel neighbor stick to my body, I have been often shooting with my camera at the level of my stomach. It is a humile but  necessary tribute to the Robert Frank’s bus serie, the vital density of the african contemporary metropolis seen through  my eys and my emotions. I think, in general, that every project that we really love will end only  because the endof  our emotional envolvement  or the luck of our economic means.

I’ll be taking picture of the Matatu’s every time I’ll go back to Nairobi. It’s  an automatic  and compulsive gesture done  in the enviroment of the gentle suspicion of the exhausted nairobians commuters  at their end of the day,  wich are saying with their eyes …what the hell is photograhing this Muzungu? ( white man)