Nino Bartuccio

MOSTRA | NEGA. ALLA RICERCA DELLA BELLEZZA

Nino Bartuccio

Nasce nel 1969 a Santa Lucia del Mela, in provincia di Messina. Dal 2005 vive a Piraino (Me), piccolo borgo siciliano dal quale spesso si sposta per i suoi progetti fotografici.
Nel 2009 riceve il primo premio National Geographic. Nel 2014  vince il prestigioso Gourmand World Cookbook Awards.

Le sue foto sono state pubblicate da: Microsoft Windows, Microsoft Bing, National Geographic, Geo, Sunday Times, Lonely Planet, Clementoni, Ravensburger, Costa Crociere, Francorosso e Master Card.

Periodo

Permanente : dall’ 1 aprile al 19 dicembre

Orari apertura mostra

9:30-13:00 / 16:30-19:30

Convegno - relatori

Galleria Arti Visive - Via Delle Beccherie 41 - domenica 3 marzo ore 17.00

Nino Bartuccio: fotografo, autore delle fotografie in mostra e cantore di emozioni

Maurizio Rebuzzini: direttore artistico di Coscienza dell’Uomo

Francesco Mazza: titolare Cine Sud, in qualità di sostenitore del progetto Nega

Domenico Raffaele Addamo: avvocato, in qualità di coordinatore del progetto Nega

Luogo

Galleria Cine Sud - via A. Passarelli 29/31 - 75100 Matera

Nega. Alla ricerca della bellezza

Questa è una storia di numeri, del numero 3 e dei suoi multipli.
Io sono nato il 3-3-1969, la foto perfetta di Nega fu fatta il 06-09-2004 durante il mio 3° viaggio in Brasile. La presentazione della mostra è il 3-3-2019, il giorno del mio 50° compleanno.

Per tutta la mia giovinezza, sentii raccontare a mio padre di un suo fratello che era andato in Brasile 40 anni prima, durante la seconda guerra mondiale. Ogni anno la stessa frase
“stannu non aiu soddi, ma nautrannu vaiu in brasili unni me frati”
(quest’anno non ho soldi ma il prossimo anno andrò in Brasile da mio fratello),
mio padre non ci andò mai, ci andai io in un momento particolare della mia vita.
E questa è la mia introduzione alla fotografia, al Brasile.

Quel giorno, il 06/09/2004 fui attratto da 4 bambini che giocavano con delle carriole fatte di legni e le ruote con quello che rimaneva dei rotoli dei fili della luce, credo. Scattai una fotografia ai bambini che correvano, poi incontrai Nega per la prima volta, lei mi guardava, si toccava i capelli, poi andò davanti la sua casa, io feci il primo ritratto della mia vita…
Quanto tempo può durare un istante?Pochissimo, verrebbe da rispondere, un attimo. Il tempo di uno scatto fotografico.
Esistono scatti, però, che giocano col tempo e lo dilatano, si espandono a macchia d’olio nelle trame della tela e si diffondono nello spazio-tempo. Puntano all’eternità.
Non sapevo che quello era stato il giorno che cambiò per sempre la mia vita.
Non ho mai smesso di pensare a Nega per tutti questi anni. MAI
Nel quarto viaggio, il padre di Nega me la voleva dare in affidamento…
ma quando scattai la foto di Nega abbracciata a suo fratello decisi che non era giusto staccarla dalla sua vita, dalla sua famiglia e andai via.
Poi nacque Samuele mio figlio ma ogni giorno, ogni giorno penso a lei, a volte, con una grande angoscia, a volte felice, a volte triste.

Nega non è una fotografia, è la mia vita.