Massimo Mastrorillo e Pamela Piscicelli

MOSTRA | Il Mare siamo Noi

Massimo Mastrorillo a Matera 2019Massimo Mastrorillo

Ha lavorato a progetti a lungo termine concentrandosi sulle profonde conseguenze di conflitti e disastri naturali sulla società.

Ha ricevuto diversi premi, tra cui il World Press Photo, il Picture of the Year International (Magazine Photographer of the Year, terzo premio), il Best of Photojournalism (Magazine Photographer of the Year, terzo premio), il PDN Photo Annual, il Fnac Attenzione Talento Fotografico, l’International Photography Award, l’International Photographer of the Year al 5° Lucie Awards e il Sony World Photography Awards. E’ stato finalista all’Aftermath Grant 2011. Ha ricevuto la nomination per il Prix Pictet 2009 “Earth” e 2015 “Disorder”. Il suo progetto “Il Mare siamo Noi” è stato selezionato per il Vevey Images Grant 2015 e 2017.

E’ stato Leica Ambassador e Talent Manager dell’agenzia LUZ una delle più importanti agenzie fotografiche italiane.

Da anni è impegnato nella didattica con esperienza pluriennale presso la Scuola Romana di Fotografia, la Leica Akademie, la REA e la D.O.O.R. Akademy.

È uno dei membri e fondatori di D.O.O.R., una factory romana che si occupa di fotografia, talent scouting e publishing.

pamela piscicelli a matera 2019Pamela Piscicelli

Nasce ad Atessa (CH) nel 1978. Dopo gli studi giuridici all’Università La Sapienza di Roma, cambia strada e si dedica alla fotografia e alla scrittura.

Nel 2011 termina il master triennale della Scuola Romana di Fotografia. Nel 2012 termina il corso con Chiara Capodici e Fiorenza Pinna sull’editing e la costruzione del libro fotografico e la masterclass di ricerca creativa con Augusto Pieroni. Ha frequentato workshops con importanti autori della scena fotografica internazionale, tra gli altri, Rinko Kawauchi e Joachim Schmid.

È stata responsabile della comunicazione per la casa editrice Postcart, ufficio stampa e redattore del magazine Rearviewmirror e ha collaborato come consulente fotografico con lo studio DER*LAB. Ha curato mostre in Italia e all’estero, tra cui Aliqual di Massimo Mastrorillo. Dal 2015 insegna Visual Storytelling presso la REA Academy di Roma.

È uno dei fondatori di D.O.O.R., factory romana per l’ideazione e la promozione della cultura visiva. Insegna visual storytelling presso la REA e la Door academy.

Ogni giorno fa quello che ama, fotografa, scrive, comunica e scopre mondi.

inaugurazione

9 maggio ore 19:00

Periodo

10 maggio - 3 giugno

Orari apertura mostra

10:30-12:30 / 16:30-19:30

Convegno

9 maggio ore 19:30

Luogo

Complesso del Casale - Via Casale - Matera

Si ringrazia la Fondazione Matera Basilicata 2019 per la concessione in uso gratuito degli spazi del Complesso del Casale.

mostra il mare siamo noi

 

“Il profitto è la ragion d’essere del crimine organizzato. Cercarlo è la soluzione, ma trovarlo è il problema”. (Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia)

 

DESCRIZIONE

L’aggressione al patrimonio rappresenta lo strumento più efficace di contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso. Il progetto Il Mare siamo Noi muove da qui, dai beni sequestrati o confiscati a quelle organizzazioni, per indagarne le radici, la visione del mondo e il tessuto connettivo che le salda alla vita del cittadino qualunque.

Questo progetto segue i soldi.

Se fino agli anni di Falcone e Borsellino, gli affari di Cosa Nostra rientravano a pieno titolo nelle attività criminose tradizionali, da Provenzano in poi, la gestione delle attività imprenditoriali mafiose è cambiata, più moderna, quasi pacifica. Uno stato di calma apparente che rende il pericolo più invasivo e i danni devastanti. Le nuove terre di Mafia sono fatte di cantieri edili, ospedali sequestrati, case, catene di ristorazione, energie rinnovabili, arte, gioco telematico e si espandono nei più banali settori del quotidiano. Davanti a una strategia camaleontica capace di adeguarsi a qualsiasi evoluzione sociale, economica e tecnologica, s’imponeva un adeguamento degli strumenti d’indagine.

Follow the money dicevano Oltreoceano. La scia del denaro negli anni ’30 portò lo Stato Americano all’arresto del boss Al Capone per evasione fiscale. Ma un arresto è solo il tampone a un’emergenza, se non s’intacca il cuore dell’organizzazione: il patrimonio. Così lo Stato Italiano ha avviato la propria guerra alla Mafia mettendo in atto il sequestro e la confisca delle sue proprietà e dei suoi beni, acquisiti attraverso le più svariate attività criminali. La legge 109/96 (Legge sul Riutilizzo dei Beni confiscati alla Mafia), autorizza la confisca delle proprietà acquisite attraverso attività illecite, allo scopo di destinarle alla comunità. In una sorta di circolo etico quello che la Mafia ha sottratto allo Stato, allo Stato ritorna a fini di utilità sociale. Oggi l’Agenzia nazionale per i beni confiscati controlla circa 13.000 beni per un valore che supera i 40 miliardi di euro. Tuttavia quasi 3.000 sono in condizioni di forte criticità, molti sono gravati da ipoteche e i nuovi gestori hanno spesso problemi a rilanciarne l’attività.

Abbiamo seguito per diversi anni i soldi dei mafiosi, i loro beni. Sequestrati o confiscati. Riutilizzati o abbandonati. Le inquadrature scelte sono molto strette per trasformarli in metafore, per rivendicare la bellezza nello scempio delle storie che raccontano e perché vogliamo muovere dal particolare. Analizzarlo. Scomporlo. Accostarlo a mille altri particolari. Per poi allontanarsi. Alla ricerca dello sguardo d’insieme. Per comprendere la natura del tutto. Le immagini utilizzate abbracciano una pluralità di linguaggi: dal fotogiornalismo, alla fotografia forense, dalla fotografia di paesaggio allo still life. Il progetto si regge su una voluta mescolanza di passato e presente, realtà e fiction e l’utilizzo della scrittura, una sorta di dossier visivo del crimine in cui ogni pezzo serve da spunto e indizio alla risoluzione, per quanto parziale, del puzzle.

La lotta alla Mafia è una lotta contro una parte malata del proprio corpo, perché la sua vera forza non sta nell’esercito armato, ma nel consenso, in quella subdola capacità di trasformare i bisogni di una società in promesse e di farle credere che ogni cosa sia al suo posto, perfetta.

Concept di Massimo Mastrorillo e Pamela Piscicelli/Door

 

The Sea is Us

“Profit is organised crime’s raison d’être. Seeking it is the solution, but  finding it is the real issue”.

(Pietro Grasso, former national anti-Mafia prosecutor)

Attacking assets represents the most effective means to fight Mafia organizations. The project named The Sea is Us developed from this, from the assets seized or confiscated  from those organisations to investigate its roots, their view of the world and the connective tissue tying them to the life of an ordinary citizen.

This project follows money.

Up until the years of Falcone and Borsellino, Cosa Nostra’s affairs fell entirely within traditional criminal activities; from Provenzano on the Mafia entrepreneurial management has changed, it has become more modern, almost pacific. A state of ostensible calm has made this danger become far more invasive causing devastating damage. The new Mafia property includes building yards, seized hospitals, homes, restaurant chains, renewable energy, arts, online gambling and reaches into the ordinary daily sectors. Such a chamaleonic strategy  adapting to social, economic and technological developments, necessarily required adjusting to new investigation techniques.

Follow the money they used to say overseas. Money traces during the ‘30s led the US to arrest the boss Al Capone for tax evasion. But arresting is only a quick fix,and does not undermine the core of the organisation: its assets. That is why the Italian State started its war against the Mafia through confiscation of all its property and assets gained through diverse criminal activities. The Law 109/96 (the Law on the social re-use of the assets confiscated  from the Mafia) authorizes confiscation of properties gained through illegal activities  to be used for civil society. What the Mafia has taken away from the State returns to the State through a kind of  ethical cycle. Today the Italian Agency for Seized Assets controls over 13,000 properties worth over 40 Billion Euros. However, nearly 3,000 are in an extremely critical state, many have a mortgage on them and the new owners often find it difficult to relaunch their business.

We folllowed the Mafia’s money for several years.Their seized or confiscated assets. Reused or abandoned. The chosen frames are close to turn them into metaphors, to claim their beauty in the terrible chaos of the story they tell us and because we want to start from the detail. We want to analyse it, decompose it, put it close to a thousand other details. And then move away looking for an overall view to better understand the nature of everything. The used images embrace a plurality of languages: from photojournalism to forensic photography, from landscape to still life photography. The project is based on a deliberate mixing of past and present, reality and fiction and the use of writing. A sort of visual dossier of crime where every piece works as a starting point and a clue for the solution, although partial, of the puzzle.

Fighting the Mafia is like fighting a sick part of our own body, because its true strength is not in the armed army, but in consensus, in that  devious capacity of transforming the needs of society into promises and making it believe that everything is in its right and perfect place.

 

Photos by Massimo Mastrorillo

Texts by Pamela Piscicelli

Concept by Massimo Mastrorillo and Pamela Piscicelli/D.O.O.R.