Rinaldo e Davide Capra

MOSTRA | Who are You? Lavoro e dopolavoro in posa

Rinaldo e davide capra a Matera 2019

Rinaldo Capra (1955)

Folgorato dalla fotografia, nel 1978, abbandona la facoltà di psicologia, all’Università di Padova, per avviare uno studio pubblicitario nella città natale, Brescia. In parallelo alla professione, svolge ricerche personali sul ritratto e l’arte contemporanea, in tutte le proprie declinazioni, musica compresa. Ha sempre privilegiato la ripresa fotografica in grande formato, spesso svolta con materiali a sviluppo immediato, fino alla luminosa stagione polaroid 20x25cm.

Nel 1990, ha avviato uno studio di comunicazione, a Milano, con l’illustratore Marco Scuto: da cui, collaborazioni con agenzie di pubblicità e riviste, sia per redazionali sia per campagne stampa.

Nel 2018, abbandona la fotografia commerciale, per dedicarsi alla ricerca personale, alla curatela di mostre e alla gestione di archivi storici.

 

Rinaldo Capra (1955)

Overwhelmed by photography, in 1978 he dropped out of Padua University where he was studying Psychology to open up an advertising studio in his hometown, Brescia. Alongside his professional activity, he undertook a personal research on portrait and contemporary art, in a wide spectrum that included music.

He has always privileged large size photographic images, often with instant development materials, up to the Polaroid 20x25cm era.

In 1990, he started up a communication studio in Milano with the illustrator Marco Scuto: this brought him cooperation with advertising agencies and magazines, both for editorials and advertising campaigns.

In 2018 he gave up commercial photography in order to focus on personal research, to curate exhibitions and manage historical archives.

Rinaldo e David Capra mostra a Coscienza dell?uomo 2019

Davide Capra (1974)

Bresciano, svolge la propria attività professionale nella città natale. Ha iniziato a fotografare da bambino, complice il padre Rinaldo, fotografo di professione.

Dopo un timido tentativo di studi umanistici, quella che è iniziata come attività complementare si è trasformata in professione: un lavoro che ama profondamente. Prosegue nella fotografia pubblicitaria professionale, inserendo nelle proprie interpretazioni storie da raccontare, immagini coerenti con quello che il vedere -prima dello scatto- suscita in lui.

Davide Capra (1974)

Born in Brescia, he has always worked in his hometown. He started taking photographs as a child, in the photo studio of his father Rinaldo.

After studying liberal arts, he exhibited for the first time in 1999, with a video inside the former mental hospital in Chiari.

He worked for an advertising agency from 2002 to 2011, first as photographer and then as Art Director.

In the meanwhile, he worked at different photography and advertising projects with his father and with various other photographers.

In 2014, he goes back to photographing in studio.

In 2017 “I banditi dell’alta felicità. No Tav” is published, and Davide is co-author with Rinaldo Capra.

He carries on with his profession as advertising photographer, including in his interpretation stories that need to be told, images that are consistent with what his eyes see and inspire him before the click.

 

 

inaugurazione

9 maggio ore 16:30

Periodo

dal 9 al 21 maggio

Orari apertura mostra

10:30-12:30 / 16:30-19:30

Convegno

Luogo

Ex Ospedale San Rocco, piazza San Giovanni - Matera

Foto di Rinaldo e Davide CapaWho are You? Lavoro e dopolavoro in posa

Ritratto dopo ritratto, gli uni che si susseguono agli altri, volti che ci mettono dinanzi a un mondo inaspettato, mentre scattiamo, Davide ed io prendiamo coscienza che ciò che osserviamo e fotografiamo… è un’epifania.

Un mondo non soltanto produttivo e industriale, ma umano e sociale, tipico di un’area geografica che da sempre mescola l’industria -moderna e fiorente- con la tradizione popolare custodita gelosamente. Un isolamento sociale relativo ha mantenuto intatto lo spirito culturale di questa valle, a nord di Brescia: la sua lingua madre, i riti religiosi mescolati con quelli carnevaleschi e pagani. Fortissimo è il rapporto con la natura circostante e le regole del bosco, della caccia e della pesca; e poi con il lavoro, la metallurgia e la fabbrica.

Come fotografo partecipe della Vita, ho sempre desiderato raccontare i sentimenti che mi evocano le realtà che mi circondano: questa, tra le altre. Ho condiviso il mio sogno con Andrea Niboli (VALSIR), grazie al quale questo progetto ha preso corpo. Una identificata e ricercata arcadia ineffabile è stata osservata attraverso una serie di ritratti posati duplici: nel ruolo del lavoro e nel momento della quiete personale. L’occasione è stata fornita dall’anniversario di fondazione del gruppo industriale SILMAR, il più importante della Valsabbia e non solo, che ha pubblicato i ritratti dei lavoratori in tre volumi commemorativi. Sul set allestito in fabbrica, negli incontri con le persone -operai, impiegati, dirigenti-, Davide ed io siamo stati scagliati in un altro mondo: il lavoro è già altro, è fotografia vera, consapevole e responsabile.

Infatti, la Fotografia in quanto tale (espressione, comunicazione, documentazione, rivelazione, rilevazione) non è nulla di accidentale e involontario, ma presuppone percezioni, emozioni e coscienze: appunto quelle che abbiamo messo in campo Davide ed io per accompagnare in un viaggio affascinante, lungo un tragitto avvincente, per i meandri di un cammino seducente. Tanto che, l’inviolabile gesto d’amore, che guida ogni azione in fotografia, è la rispettosa interpretazione del soggetto e la complice intesa con l’osservatore. Il nostro sguardo si è posato lieve su una visione che ha raggiunto immediatamente il nostro cuore: è illusione, è teatro… è fotografia autentica.

Fotografia realizzata con amore, sia per il soggetto (volti di fabbrica e volto privato), sia per la mediazione (fotografia), sia per l’osservatore destinatario (noi tutti), che effettivamente vale le proverbiali mille parole, che evocano altre parole sentite, fino a chiarirle e possederle. Così agendo, cercando la luce migliore e più adeguata (la fotografia è luce), abbiamo applicato condizioni fondanti della fotografia delle quali siamo consapevoli.

Rinaldo Capra